Pomelli
Gli dai l'indirizzo del tuo sito, lui ne ricava l'identità del marchio (tono, colori, promesse) e da lì genera post e creatività coerenti. Per chi pubblica ogni giorno e non ha un grafico in azienda.
Apri Pomelli →Google ha aperto al pubblico mezza cassetta degli attrezzi senza chiedere un euro. Qui trovi tutti e quindici i link, cosa fa ognuno davvero, e da quale partire se non sei tecnico.
Questi quattro sono i più immediati: apri, incolli qualcosa che hai già, e in due minuti hai un risultato. Nessuna installazione, nessuna carta di credito.
Gli dai l'indirizzo del tuo sito, lui ne ricava l'identità del marchio (tono, colori, promesse) e da lì genera post e creatività coerenti. Per chi pubblica ogni giorno e non ha un grafico in azienda.
Apri Pomelli →Una lavagna dove butti un'idea ancora vaga e la fai diventare immagine, poi la rigeneri finché non ci sei. Pinterest e Canva nella stessa pagina, ma le immagini le crea lui.
Apri Mixboard →Costruisci mini applicazioni e automazioni a più passaggi descrivendole a parole, poi le sistemi in un editor a nodi. È un n8n gratuito per chi non ha mai visto un flusso in vita sua.
Apri Opal →Chatti con un produttore AI e ne escono tracce intere, voci comprese, sul modello Lyria 3.5. Per sigle, sottofondi e jingle senza pagare licenze. Il dominio non è google.com ma il prodotto è loro.
Apri Flow Music →Qui il valore non è produrre, è digerire. Documenti lunghi, argomenti nuovi, ricerche sparse su venti schede aperte.
Gli carichi documenti, video e appunti e lui risponde solo su quelli, senza inventare. Ne tira fuori sintesi, mappe e un podcast da ascoltare in macchina. Il più maturo di tutta la lista.
Apri NotebookLM →Prende un argomento e lo riscrive come percorso di studio su misura, con esercizi e formati diversi a seconda di come impari. Per caricare un tuo PDF serve la lista d'attesa.
Apri Learn Your Way →Esperimento su Chrome: trasforma le schede che hai aperto in una piccola app interattiva, con un puntatore AI che ti risponde direttamente sulla pagina. Ancora su lista d'attesa.
Apri Disco →Il punto di questi quattro non è sostituire chi programma. È arrivare alla riunione con la cosa che funziona invece che con le slide che la descrivono.
Il banco di prova dei modelli Gemini: provi i prompt e in pochi minuti tiri su un prototipo che gira. È anche il posto dove nasce la chiave API gratuita che serve a tutto il resto.
Apri AI Studio →Da una descrizione o da uno schizzo fatto a mano tira fuori interfacce pulite e il codice della schermata. Serve a far vedere com'è fatta una pagina prima di pagare qualcuno per costruirla.
Apri Stitch →Un ambiente completo dentro il browser per app con database, accessi e pubblicazione, con l'AI che scrive i pezzi mancanti. È il passo dopo il prototipo, quando la cosa deve reggere utenti veri.
Apri Firebase Studio →L'editor agentico di Google: gli descrivi l'applicazione, lui la scrive e la prova nel browser mentre guardi. È la loro risposta diretta a Cursor, e per ora si usa senza pagare.
Apri Antigravity →Se hai un team tecnico, questi quattro entrano nel lavoro di tutti i giorni senza cambiare niente di quello che già usate.
Un agente autonomo che si collega al repository GitHub, si prende un compito e apre la pull request da solo. Gli lasci i lavori noiosi e li ritrovi fatti.
Apri Jules →Gemini dentro il terminale: legge il progetto, esegue comandi, gestisce i commit. Stessa idea di Claude Code, con un piano gratuito parecchio generoso.
Vai al repo →Punti un repository pubblico e lui ne genera la documentazione, sempre aggiornata, con una chat che risponde sul codice. Utile il primo giorno di chi entra nel team.
Apri Code Wiki →Completamento e chat dentro VS Code e gli altri editor. Il piano gratuito è vero, non una prova a scadenza: si lavora senza inserire la carta.
Apri Code Assist →Quindici link sono troppi e lo sappiamo entrambi: apri tutto, non usi niente. Questo è l'ordine con cui li darei a un imprenditore che parte oggi.
Due avvisi onesti. Sono esperimenti dei Google Labs: alcuni chiuderanno o diventeranno a pagamento, quindi non ci appoggeresti un processo aziendale critico. E gratis vuol dire che il prodotto sono i tuoi dati: dentro non ci metti contratti, listini o anagrafiche clienti.
Quindici strumenti gratuiti non ti fanno risparmiare tempo: te lo fanno perdere, se li provi tutti. Il valore arriva quando ne scegli uno e lo colleghi a un processo che hai già in azienda. Quella parte lì, il tool non te la fa.
Se vuoi capire quale di questi ha senso per come lavori tu, e soprattutto cosa ci costruisci sopra, parliamone mezz'ora.
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